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APPELLO Il 12 e 13 giugno prossimi si voterà per il rinnovo del Parlamento Europeo e di numerose amministrazioni locali.
La guerra e perfino la tortura fanno intollerabile irruzione sulla scena internazionale, europea ed italiana. Aumenta il divario Nord-Sud del mondo e il terrorismo internazionale trova alimento anche nelle ingiustizie e disuguaglianze crescenti. I valori fondanti della democrazia e i diritti umani universali arretrano; assistiamo ad una drammatica riduzione delle libertà individuali e a sempre più forti ed intrusivi strumenti di controllo sociale, dalla violazione della privacy di ciascuno alla violazione del diritto alla libera informazione.
In questo quadro drammatico continuiamo a credere che comunque e ovunque i diritti umani vadano promossi e protetti, che la loro centralità vada costantemente riaffermata per un mondo di cittadini con pari diritti, dignità e opportunità. E' per questo che il Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani, nato con l'obiettivo di realizzare nel nostro Paese una Istituzione indipendente, ai sensi della Risoluzione delle Nazioni Unite n. 48/134 del 1993, per la tutela di tutti i diritti umani a livello sia di politica interna che di politica internazionale, chiede ai candidati alle elezioni europee e amministrative di sottoscrivere i seguenti impegni:
1. per la promozione e la protezione dei diritti umani, innanzitutto sostenendo in Italia e nella nuova Europa l'attuazione della Risoluzione delle Nazioni Unite n. 48/134 del 1993, in materia di istituzioni nazionali indipendenti;
2. per la piena applicazione della carta dei Diritti dell'Uomo, vigilando affinché l'Italia e l'Europa diano attuazione agli strumenti pattizi universali in materia di diritti umani e di diritto umanitario ed operino conseguentemente per la promozione e per la tutela degli stessi, specie per il diritto alla vita;
3. per il ripudio della guerra quale "strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali", sostenendo in sede comunitaria il recepimento del principio espresso nell'art. 11 della nostra Costituzione nel nascente trattato Costituzionale europeo;
4. per la realizzazione di una posizione comune europea in politica estera - anche attraverso l'istituzione di un ministro degli esteri europeo - e per la realizzazione di una coerente azione comune, politica e diplomatica, che favorisca il ristabilimento della legalità internazionale nel rispetto dei diritti dei popoli, con particolare riguardo ai conflitti in corso;
5. per l'affermazione del primato del potere politico sul potere economico, soprattutto ogni volta che si tratti della tutela e della difesa dei diritti degli uomini e dei popoli, delle loro libertà fondamentali, delle loro possibilità più elementari di sussistenza e di lavoro, di alimentazione e di salute, delle loro risorse e del loro ambiente, della loro cultura e della loro educazione: in una parola del loro sviluppo umano;
6. per la conoscenza, la diffusione e l'attuazione delle Norme sulle responsabilità delle multinazionali e delle altre imprese di affari a proposito dei diritti umani, deliberate lo scorso agosto dalla Commissione sui Diritti Umani;
7. per il superamento dell'approccio punitivo\detentivo e per la promozione di nuove politiche di accoglienza, di asilo, di rifugio umanitario e di cittadinanza - anche in funzione dell'allargamento europeo a 25 - nei confronti degli immigrati.
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hanno finora aderito:
aggiornamento al 7 giugno 2004
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